Sei arresti e 17 persone indagate: spacciavano droga nel lecchese, a Monza e a Bergamo

BERGAMO - Dopo nove mesi di indagini sono scattate le manette: i Carabinieri della Compagnia di Merate hanno sgominato una banda che spacciava droga nelle province di Monza e Brianza, Lecco e Bergamo. Oltre 300 le cessioni documentate, oltre 90 clienti schedati.

Sei persone finite in manette, altre diciassette indagate, più di 300 casi di spaccio contestati per un totale di oltre 9 chilogrammi di droga e di circa una novantina di clienti. Sono numeri davvero impressionanti quelli dell'operazione "Maestro", condotta dai Carabinieri del Nucoelo operativo e radiomobile della Compagnia di Merate (Lc) in collaborazione con quelli della stazione di Brivio (Lc).

Al termine di una elaborata attività di indagini, partita nel mese di gennaio con l'arresto di un italiano trovato a Oggiono in possesso di 50 grammi di marijuana e di 2 di cocaina, i militari sono riusciti a sgominare una banda, composta per la gran parte da cittadini marocchini, che spacciava droga nelle province di Monza e Brianza, Lecco e Bergamo: sui treni, davanti alla scuola materna e, evoluzione del servizio, anche direttamente a domicilio.

Secondo quanto hanno accertato gli inquirenti, la banda aveva come punto di ritrovo il parco pubblico di Olgiate Molgora (Lc) nelle immediate vicinanze della scuola materna ma, soprattutto, della stazione ferroviaria. Posizione strategica, perché permetteva di confondersi in mezzo ai frequentatori del parco e ai genitori che vanno a prendere i bambini alla materna e, allo stesso tempo, di salire sul treno per vendere l'hashish ai pendolari.

Il gruppo si era diviso compiti e zone: oltre al treno e ai territorio limitrofi, la sostanza stupefacente era venduta nella provincia di Monza e Brianza da un marocchino di 39 anni residente a Ronco Briantino (Mb), mentre un albanese di 22 anni residente a Calusco D'Adda aveva il compito di seguire l'area bergamasca e, a quanto pare, era anche capace di piazzare notevoli quantità di droga.

Oltre ai sei uomini della banda finiti in manette (quattro marocchini, un albanese e un italiano), sono stati effettuate perquisizioni su altre sette persone considerate collegate a questa attività: un ragazzo di 21 anni residente a Carvico è stato arrestato perché trovato in possesso di 80 grammi di marijuana e di materiale per il confezionamento della droga.