Save the Children: in città mensa troppo cara per le fasce deboli

BERGAMO - La nostra città è menzionata nel rapporto "(Non)Tutti a mensa", diffuso per il terzo anno consecutivo da Save the Children. Ma non per meriti: anzi, si evidenzia che per quanto riguarda la retta della mensa scolastica, quella minima per le fasce deboli risulta particolarmente elevata.

Compare anche la città nel rapporto di Save the Children, "(Non)Tutti a mensa", diffuso per il terzo anno consecutivo per fare il punto della situazione delle mense nelle scuole primarie di 45 Comuni capoluogo di provincia.

Ma la citazione di Bergamo, però, è tutt'altro che positiva: nel rapporto, nella sezione dedicate alle prassi particolarmente negative, si evidenzia che in città  le tariffe per le famiglie che rientrano nella fasce più deboli risultano molto alte, con esenzione del pagamento possibile solo su richiesta dei Servizi sociali. Di fatto il pagamento della retta minima di Bergamo risulta superiore alla retta massima di Trento.

Il rapporto mette in luce una situazione poco esemplare delle scuole italiane: il 40% non è dotato di mensa. Con una percentuale che risulta ancora maggiore al Sud, visto il 53% della Puglia, il 51% della Campania e il 49% della Sicilia.