Riciclaggio: sequestrati beni per 4 milioni a un'imprenditrice

CALCIO - A dicembre si era arrivati all'arresto dell'imprenditrice e al sequestro di beni per 10 milioni di euro con l'accusa di riciclaggio. Grazie alla collaborazione dell'autorità giudiziaria svizzera la Guardia di Finanza è riuscita a risalire ad altri immobili gestiti da due società a lei riconducibili

Un sequestro di immobile per un controvalore di 4 milioni di euro. E' quello effettuato dalla Guardia di finanza del nucleo di polizia tributaria e dalla polizia di Brescia dell'ambito dell'indagine “Pecunia olet”, che ha ricostruito l’attività di riciclaggio tra l’Italia e la Svizzera di un’imprenditrice originaria di Calcio e ora residente oltre confine.

A dicembre si era già proceduto al suo arresto e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 10 milioni di euro. I soldi erano frutto di reati tributari e fallimentari commessi attraverso società edili, intestate a prestanome, svuotate delle risorse finanziarie attraverso trasferimenti bancari da conti italiani, verso conti svizzeri, sanmarinesi e di Singapore intestati a società offshore, cioè scatole vuote formalmente aventi sede a Panama, British Virgin Islands, Marshall Islands, gestite a loro volta da società fiduciarie svizzere.

Il lavoro, però, era tutt'altro che concluso. Grazie alla collaborazione dell'autorità giudiziaria svizzera, infatti, le Fiamme Gialle sono riuscite a risalire ad altri beni di provenienza illecita del valore di circa 4 milioni. Sono esattmente 87 unità immobiliari nelle province di Brescia, Varese, Mantova e Bergamo, gestiti da due società riconducibili all'imprenditrice, le cui quote sono formalmente intestate ad un soggetto di nazionalità svizzera, che ha il solo ruolo di prestanome