Percorrono 2.800 chilometri per una rapina. Poi finiscono in carcere

BERGAMO - Sono partiti da Catania per fare una rapina in banca. Gli autori del colpo messo a segno il 6 febbraio alla Ubi in via Borgo Palazzo sono stati smascherati dalla Polizia di Stato. Ora sono tutti e tre in carcere

Probabilmente, tenendo gli occhi chiusi, hanno puntato il dito sulla mappa facendolo cadere sulla città di Bergamo. Si spiega solo così la rapina messa a segno da tre malviventi che, partiti apposta da Catania, sono ripartiti a tutta velocità verso la Sicilia dopo aver messo a segno il colpo. Il gioco gli è costato caro: smascherati dalla Polizia di Stato, ora sono finiti in carcere.

Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti firmato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un terzetto di catanesi, dopo le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Bergamo in collaborazione con i colleghi siciliani.

Gli inquirenti non hanno dubbi: sono quei tre uomini (di 22, 30 e 38 anni) ad avere assaltato il 6 febbraio la filiale della Ubi in via Borgo Palazzo. Uno rimasto sull'auto con il motore acceso, pronto per la fuga e con funzione da "palo". Gli altri due nell'istituto bancario per farsi consegnare sotto la minaccia di un taglierino 2.500 euro dai dipendenti.

Hanno commesso però un errore. Un impronta lasciata sul bancone. Proprio da quel dettaglio sono partite le indagini per ricostruire la rapina e per scoprire che l'auto utilizzata era la Nissan Qashqai di proprietà della mogli di uno del terzetto. Da lì le forze dell'ordine, incrociando i dati con le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, hanno stabilito la composizione del terzetto.