Oltre 100 marchi disposti ad aprire in città: il Comune chiama i proprietari di negozi sfitti

BERGAMO - L'espressione utilizzata dal sindaco Giorgio Gori è "rammendare il tessuto commerciale". Ed è davvero giusta: perché l'analisi condotta da Regione Lombardia ha dimostrato che oltre 100 marchi sono disposti ad aprire in città: a disposizione ci sono qua e là i negozi sfitti.

Avete un negozio sfitto nell’area del Distretto Urbano del Commercio e volete trovare un locatario? Volete aprire un’attività in franchising e cercate un marchio e uno spazio da rilanciare? Per rispondere a queste esigenze, il Comune di Bergamo attua il progetto regionale “Fare impresa in franchising in Lombardia”, un’iniziativa nata proprio per favorire l’apertura di nuove attività commerciali nelle vetrine sfitte della città.

Regione Lombardia ha incaricato una società esterna per individuare marchi e franchisor interessati ad aprire punti vendita o distribuzione nel territorio regionale. Alla chiamata hanno risposto oltre cento soggetti, che hanno corredato le proprie manifestazioni di interesse con le caratteristiche richieste per l’apertura di un negozio recante il proprio marchio: numero di vetrine, piani, metri quadrati, insegne e altro ancora, fornendo un quadro preciso per eventuali investitori.

A fine mese il bando sarà online sul sito della Regione Lombardia. Le Camere di Commercio hanno messo a disposizione una piattaforma telematica per raccogliere le manifestazioni di interesse di eventuali franchisee (i soggetti che intendono aprire una nuova attività commerciale utilizzando un determinato marchio o che si assicurano i diritti di utilizzo di un marchio per la propria attività commerciale).

Il Comune di Bergamo, in collaborazione con il Distretto Urbano del Commercio, Ascom e Confesercenti, ha coinvolto le associazioni dei proprietari di immobili: l’Amministrazione intende raccogliere l’interesse dei proprietari di negozi sfitti a partecipare al progetto. Una volta raccolti i dati relativi ai negozi disponibili, gli uffici potranno incrociarli con le manifestazioni di interesse di franchisor e franchisee e favorire l’apertura di nuove attività commerciali nel perimetro del Distretto Urbano del Commercio. 

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – spiega il sindaco Giorgio Gori – che punta a rivitalizzare le vetrine sfitte nelle aree del Distretto del Commercio. Il Comune di Bergamo punta a rammendare il tessuto commerciale cittadino e contemporaneamente a favorire l’impresa privata: stiamo anche pensando a dei contributi una tantum per favorire gli insediamenti di nuove attività, rinforzando ulteriormente l’attrattività di questa iniziativa”.

Tra i marchi che hanno risposto alla chiamata di Regione Lombardia vi sono categorie merceologiche di ogni genere, alcune delle quali già note sul territorio bergamasco: si va da rivendite di tè di tutto il mondo ai più noti servizi di Mail Boxes etc, dal caffè Illy ai supermercati di prodotti bio NaturaSì, dalla proposta di enoteche a Blockbuster, dal ristorante sushi alle agenzie per single alle riparazioni informatiche.