Nel cellulare del siriano di Orio al Serio il fratello nell'Isis che sgozza un uomo

BERGAMO - Alali Faowaz, il siriano di 30 anni fermato il 17 novembre all'aeroporto di Orio al Serio dopo avere esibito un falso passaporto norvegese, non convince gli inquirenti: ha raccontato di essere fuggito dall'Isis dopo essere stato frustato, ma non ha segni. E c'è nel suo cellulare quella foto del fratello con divisa dell'Isis che sgozza un uomo.

Ha raccontato agli inquirenti di essere stato poliziotto a Raqqa e di essere fuggito dall'Isis dopo essere stato frustato perché temeva per la sua stessa incolumità. Alali Faowaz, il siriano di 30 anni fermato il 17 novembre all'aeroporto di Orio al Serio, pare che non abbia però convinto chi lo stava interrogando.

Molti aspetti da chiarire ancora. Per esempio c'è da chiedersi come mai, decidendo di lasciare la Siria, abbia deciso di lasciare lì la moglie e i due figli. Ma, soprattutto, dovrà spiegare all'autorità giudiziaria, come mai non risultano segni di frustate sul suo corpo. O, ancora, cosa ci fa nel suo cellulare quella fotografia del fratello con la divisa dell'Isis mentre sgozza un uomo.

Il siriano al momento non è accusato di terrorismo. Si trova in carcere solo a causa di quel falso passaporto norvegese che ha esibito alla Polizia durante i controlli allo scalo aeroportuale. La convinzione che sta prendendo sempre più corpo è che insieme al connazionale (con finto passaporto austriaco) avesse una qualche relazione con i due fermati poco più tardi all'aeroporto di Fiumicino. Tutti e quattro diretti a Malta, che appare come una nuova meta jihadista.

L'avvocato difensore, però, è di tutt'altro avviso: il suo assistito sarebbe realmente in fuga e intenzionato a raggiungere Malta solo per essere accolto da familiari.