Indiano incolpato da colleghi, assolto dalle accuse di estorsione

BERGAMO - Il giudice ieri ha assolto Sandeep Kumar perché il fatto non sussiste. L'indiano era finito sul banco degli imputati con l'accusa di estorsione. Tre suoi connazionali e colleghi hanno spiegato di averlo ingiustamente incolpato perché temevano ripercussioni al lavoro.

Tre colleghi lo avevano accusato di estorsione, poi davanti al giudice hanno ritrattato tutto: si sono sentiti costretti dall'azienda a dichiarare il falso per non perdere il posto di lavoro. L'indiano finito suo malgrado al centro della vicenda giudiziaria è stato assolto dall'accusa di estorsione.

I fatti risalgono a qualche anno fa quando Sandeep Kumar viene licenziato dall'azienda in cui lavoro. Non si dà per vinto, inizia una battaglia legale e, con il sostegno del sindacato Flai Cgil, riesce a riottenere il posto.

Il calvario, però, per lui è tutt'altro che finito: perché tre suoi connazionali lo accusano di estorsione. Per lui comincia una nuova battaglia legale, che si è conclusa soltanto ieri quando il giudice ha dichiarato che il fatto non sussiste.

I suoi tre colleghi, infatti, hanno rivelato di aver rilasciato dichiarazioni false per il timore di subire ripercussioni sul posto di lavoro. In realtà non avevano mai ricevuto richieste di soldi da parte del connazionale.

Ora, però, il fascicolo è stato trasmesso dal giudice alla Procura della Repubblica: alla luce di questa ammissione, che scagiona Kumar, resta da verificare se esistono altre responsabilità a carico dei tre e dell'azienda coinvolta.