Il siriano di Orio al Serio resta in carcere: gravi indizi per l'ipotesi terrorismo

BERGAMO - Alali Faowaz, il siriano di 30 anni sospettato di terrorismo, arrestato dopo avere esibito all'aeroporto un falso passaporto norvegese, rimarrà in carcere. Lo ha deciso il Giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora convalidando il fermo e firmando l'ordinanza di custodia cautelare.

Il siriano Alali Faowaz per il momento resta dov'è: in carcere. Lo ha deciso il Giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora, che ieri ha convalidato il fermo per associazione con finalità di terrorismo e firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Per il giudice, insomma, è reale il pericolo di fuga del siriano qualora fosse rimesso in libertà. Fino a ieri si trovava dietro le sbarre soltanto per quel falso passaporto norvegese che ha esibito ai poliziotti in occasione dei controlli all'aeroporto di Orio al Serio per potersi imbarcare con destinazione Malta.

Il sospetto degli inquirenti è che quel viaggio non avesse lo scopo di permettergli di essere accolto dai familiari, bensì da un centro di arruolamento.

Le fotografie trovate nel suo telefono cellulare (oltre al fratello che sgozza un uomo, pare che ce ne sia anche una del figlio di nove mesi avvolto nella divisa dell'Isis) non giocano a suo favore. Anche la storia della fuga da Raqqa, perché già frustato e convinto di rischiare la vita, sembra non convincere gli inquirenti. In attesa di far luce su questi aspetti, per evitare che scappi, rimarrà in carcere.