Il sindaco di Rovetta dice no al Prefetto e sfratta i profughi

ROVETTA - Il Prefetto invia in un albergo ormai dismesso 57 profughi provenienti dalla palestra di Presezzo, il sindaco fa un sopralluogo e firma l'ordinanza per rispedirli al mittente: ufficialmente perché la struttura non sarebbe a norma. Ma in alta Valle Seriana dicono stop all'arrivo di nuove persone.

Il Prefetto spedisce i profughi in paese, il sindaco si ribella e firma un'ordinanza di sgombero perché lascino al più presto il territorio. A Rovetta, Comune di poco meno di 4 mila abitanti, si profila un bel braccio di ferro istituzionale.

Il motivo della disputa è molto semplice: lunedì il Prefetto Francesca Ferrandino ha trasferito all'albergo Sant'Ambroeus 57 profughi che la settimana precedente erano stati alloggiati nella palestra di Presezzo.

La novità non è stata presa bene né dai cittadini, che sono scesi in strada per far sentire la loro voce, né dal sindaco Stefano Savoldelli. Che dopo qualche ora di riflessione per capire come poteva muoversi per opporsi ai nuovi arrivati, ha deciso di firmare l'ordinanza di sgombero. Provvedimento motivato dal fatto che l'alberto Sant'Ambroeus, ormai chiuso da anni, non sarebbe più a norma quanto a impianti, antincendio, uscite di sicurezza.

Il problema, naturalmente, va anche ben oltre la situazione dell'immobile. Il primo cittadino ha spiegato alla stampa che nell'alta Valle Seriana sono già stati destinati quasi 200 profughi (su un totale provvisorio di circa 700 di Bergamo e provincia, ndr), arrivati informando le istituzioni soltanto a trasferimento avvenuto.

Sull'accaduto, però, è intervenuta la segreteria provinciale della Cisl con parole di condanna nei confronti del sindaco: "Non possiamo voltarci dall'altra parte", afferma il sindacato ribadendo che in questa emergenza umanitaria ognuno è chiamato a fare la sua parte.