Il sindaco blocca il ladro, ma la procedura è sbagliata: se la cava con una denuncia

TORRE BOLDONE - Il sindaco Claudio Sessa era riuscito a scovare il ladruncolo entrato in un'abitazione e a bloccarlo. Insieme alla Polizia locale lo ha poi consegnato ai Carabinieri di Alzano. Nessuno, però, ha formalizzato lo stato di arresto: il ladruncolo se l'è cavata con una denuncia.

L'episodio era davvero unico: il ladruncolo arrestato dal sindaco che, insieme alla Polizia locale, lo ha consegnato ai Carabinieri. Il problema è che, successivamente, è stata sbagliata la procedura e la persona bloccata è stata semplicemente denunciata a piede libero.

Per noi Claudio Sessa, il primo cittadino, resta comunque il "sindaco sceriffo", quello capace di intervenire per bloccare l'uomo che, venerdì mattina, aveva rubata un computer e alcuni gioielli da un'abitazione di via Palazzolo.

Quando la padrona di casa se n'era accorta, sentendo rumori, lui si era subito aggregato alla Polizia locale per partecipare all'operazione. Va bene l'ufficio con le riunioni, ma quando c'è da essere operativo Sessa non si tira proprio indietro.

Una volta raccolta la descrizione dell'uomo, ormai fuggito, dopo una serie di ricerche il ladruncolo era stato poi individuato a Ranica. Aveva provato a scavalcare una recinzione e a passare nella proprietà di un condominio dopo avere abbandonato la refurtiva, per essere poi scovato in un deposito di attrezzi di una villetta. Era un marocchino diciottenne.

La Polizia locale, non sapendo se poteva avere competenza su un arresto a Ranica per un furto commesso a Torre Boldone, nel dubbio decide di consegnare il ragazzo ai Carabinieri di Alzano.

Nessuno, però, si è preoccupato di ammanettarlo o, almeno, di formalizzare lo stato di arresto. Quando i Carabinieri hanno chiamato più tardi in Procura, si sono sentiti rispondere che in mancanza di questo requisito, cadeva il discorso della flagranza di reato e, pertanto, il marocchino è stato semplicemente denunciato.