Il preside dei Salesiani confessa: "Mai conseguito la laurea, lascio l'insegnamento"

TREVIGLIO - Il sindaco Beppe Pezzoni, preside dell'istituto salesiano Don Bosco, si è tolto un peso con una confessione pubblica su Facebook: non ha mai conseguito la laurea in lettera che compariva nel suo curriculum, ora lascia l'insegnamento.

Le prima frase scritta sul suo profilo Facebook non faceva prevedere nulla di buono: "Io, Beppe Pezzoni, ho uno scheletro nell'armadio". E poi la rivelazione choc del sindaco di Treviglio: non ha mai conseguito la laurea. "Nel 2001, dopo un anno di riposo dovuto al sovraccarico di lavoro, ho raccontato una balla: ho dichiarato alla scuola di aver discusso la tesi di laurea quando così non è stato. La tesi è rimasta nel computer, così come il titolo di dottore".

Nel frattempo, dal 2009, è preside stimato dell'istituto salesiano Don Bosco. Ma in questi anni chissà quante volte ha avuto il desiderio di liberarsi di questo peso di una bugia un po' troppo grossa.

Lo ha fatto nei giorni scorsi, nel modo che poteva fare più clamore: una confessione pubblica su Facebook, da parte di una persona che nella vita è anche sindaco, esponendosi ai possibili commenti dei suoi cittadini anche sul social network.

E infatti sul suo profilo non sono mancate le repliche. Tra qualche studente che ha voluto dirgli un bel "vaffa...." e qualcuno che ha pubblicato la foto con il dito medio in balla mostra, sono davvero tante le persone che al contrario hanno voluto fargli sentire tutta la loro vicinanza e la loro stima, indipendentemente dalla mancanza di un titolo accademico.

Quella laurea in lettere, insomma, l'ha vista solo col binocolo. Ma nel suo sfogo a cuore aperto, Pezzoni aggiunge su Facebook: "Ma ho fatto il prof con tutta la pazienza che già avevo iniziato a metterci quando mi chiesero di fare una supplenza e poi quando mi è stata data una possibilità di proseguire. Credo sia necessario riconoscere un errore trascinato nel tempo e garantire alla scuola ogni azione perché possa avere un prof e un coordinatore delle attività didattiche degno di questo nome e di questo titolo. Mi restano i ricordi dei tanti momenti passati, del cammino percorso con tante persone e dell'impegno che ci ho sempre messo, lì come in tutti i ruoli che ho ricoperto in questi anni. A tutti coloro che con me, nelle situazioni più diverse, hanno condiviso parte del cammino, vanno le mie scuse".