I tabaccai vanno alla Corte dei Conti: "Ostacolare il gioco d'azzardo è danno erariale"

BERGAMO - Il sindacato dei tabaccai si è rivolto alla Corte dei Conti per tutelare il gioco d'azzardo. Il primo a finire nel mirino, con l'accusa di danno erariale, è il sindaco Giorgio Gori che il 13 giugno aveva firmato l'ordinanza per limitare il fenomeno

I tabaccai sul piede di guerra contro i sindaci che cercano di limitare il gioco d'azzardo. Ravvisano un danno erariale e chiamano i primi cittadini a risponderne direttamente. Il primo caso è quello di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che la scorsa estate aveva cercato di limitare il fenomeno del gioco d'azzardo patologico attraverso la firma di un'ordinanza.

Nell'esposto presentato alla Corte dei Conti sono contenuti anche gli importi per dimostrare il danno subìto dai tabaccai e, in seconda battuta, anche all'erario che deve rinunciare a una buona fetta di entrate. Per quanto riguarda Bergamo si fa presente che nel 2015 sono state effettuate giocate per un importo complessivo di 284,7 milioni ei euro, di cui 25,5 finiti allo Stato. 

Il 13 giugno la firma dell'ordinanza da parte di Gori per vietare il gioco d'azzardo nel raggio di 500 metri dai luoghi sensibili (scuole, oratori, chiese, ospedali) e per imporre la chiusura delle sale dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. Efficace dal punto di vista del Comune, avrebbe causato ingenti danni: un calo del 24,5 per cento alle giocate del "10 e Lotto", 14,8 per cento in meno per i "Gratta e Vinci", diminuzione del 2,5 per cento per il Lotto. Tradotto in soldoni significa 7,6 milioni in meno all'anno in città e danno su scala nazionale di 2,5 miliardi di euro.

La questione sul fatto che la regolamentazione spetti allo Stato o ai Comuni è aperta. La giurisprudenza non dà certezze. Il sindacato dei tabaccai, però, è pronto alla guerra annunciando altre iniziative simili a quelle di Bergamo. E i suoi numeri sono di un certo peso: 53 mila tabaccai in Italia, 48 mila iscritti al sindacato.