Grimoldi: "Gori incoerente, smemorato e poco informato"

BERGAMO - La Lega Nord contro il sindaco Giorgio Gori. Quelle affermazioni pronunciate sull'autonomia all'indirizzo del Carroccio, accusato di essere per il federalismo ma soltanto a parole senza atti concreti, non sono state digerite

"Il sindaco Giorgio Gori oltre a essere smemorato, e ad essersi dimenticato di aver detto pubblicamente a fine marzo che avrebbe sostenuto il Si al referendum sull’autonomia della Lombardia, oltre ad essere incoerente, avendo cambiato idea solo per andare contro al governatore Maroni che dovrà sfidare alle elezioni regionali, e anche poco informato, forse perché fino a qualche anno fa era distratto dalla televisione e dai suoi reality show, altrimenti saprebbe che la Lega Nord non invoca il federalismo solo quando è all’opposizione". La risposta alle affermazioni del primo cittadino di Bergamo, che aveva sparato a zero contro la Lega, accusandola di essere per il federalismo solo a parole e di non aver fatto nulla di concreto, arriva dall'onorevole Paolo Grimoldi.

"Gori - afferma il parlamentare del Carroccio - non ha detto che la Lega quando ha avuto la possibilità di governare, tra il 2001 e il 2006, lo ha messo nero su bianco in una riforma costituzionale che attribuiva maggiori competenze alle Regioni togliendole allo Stato, riforma poi fatta bocciare nel giugno 2006 al referendum confermativo dalla coalizione di centrosinistra di cui oggi lui è esponente. E, tra il 2008 e il 2011, ha varato i decreti attuativi per il federalismo fiscale, tra cui anche il decreto sui costi standard, decreti che poi il successivo Governo Monti, sostenuto dal Pd, ha smantellato uno per uno".

"Forse il sindaco Gori dovrebbe documentarsi prima di parlare - aggiunge Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del Consiglio regionale -, poi se questi sono gli argomenti, da puro mestierante della politica romana, con cui pensa di scoraggiare i milioni di cittadini lombardi che vogliono l’autonomia e vogliono tenersi qui ogni anno 20 miliardi dei loro soldi, senza regalarli inutilmente a Roma, allora siamo messi proprio male.
E comunque sbaglia bersaglio: questo non è il referendum della Lega, è il referendum di tutta la Lombardia e anche di tanti sindaci del Pd, come quelli di Milano e Varese…".