Condannato e beffato: è in carcere, dovrà pagare l'Imu più alta

BERGAMO - Si trova in carcere per un omicidio ma, oltre al debito nei confronti con la giustizia, un cinquantenne si è accorto che quelli con il Comune sono cresciuti in modo spropositato: da quando è in cella, infatti, la sua abitazione è stata equiparata a una seconda casa con un incredibile aumento dell'Imu

I debiti con la giustizia li sta saldando: è in carcere a Bergamo. Quelli con il Comune di residenza, invece, gli hanno fatto rischiare l'infarto. Perché ha scoperto che mentre lui si trova in cella, la sua abitazione è stata considerata come una seconda casa costringendolo a pagare l'Imu con l'aliquota massima.

E' la disavventura di Antonio Cavallo, cinquantenne di Desio che si trova in carcere per un omicidio avvenuto il 6 dicembre 2012. Secondo il giudice si tratta di un regolamento di conti avvenuti nell'ambito dello spaccio di droga.

Ma durante il periodo di detenzione la scoperta fatta dai genitori: l'Imu sull'abitazione è cresciuta inspiegabilmente in modo spropositato. Il motivo si è poi scoperto: per l'amministrazione finanziaria il carcere è ora la sua residenza e l'abitazione di Desio, in Brianza, è pertanto una seconda casa. E, come tale, "subisce" un'aliquota pari al 9,80 per mille.

Ad accorgersene, dopo anni di detenzione, sono stati i due genitori ultraottentenni. Il Comune di Desio, preso atto dell'anomalia, ha deciso di sospendere il pagamento dell'Imu in attesa che si faccia chiarezza. Il legale di Cavallo, nel frattempo, ha annunciato che coinvolgerà nella questione il garante regionale del detenuto.