Botte alla moglie che l'ha lasciato: operaio finisce in cella

ARDESIO - Dopo essere stato lasciato dalla moglie, stanca di essere malmenata, ha continuato a pedinarla, minacciarla e ad aggredirla. Un operaio di 38 anni è stato "prelevato" nei giorni scorsi dalla sua abitazione: il Gip ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Risponderà di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Aggredisce la moglie che lo ha lasciato e che gli ha portato via i due figli: un operaio di 38 anni finisce in cella. L'accusa nei suoi confronti è quella di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Una triste storia che, purtroppo, si caratterizza anche per la sua durata. A quanto pare gli episodi di violenza dell'uomo nei confronti della consorte non sarebbero cosa dell'ultimo mese, bensì durerebbero da circa cinque anni. Sarebbero proprio questi la causa scatenante che aveva portato la donna ad allontanarsi di casa insieme ai due figli, ora di 7 e 5 anni, trasferendosi in un appartamento in paese.

Un gesto di "autotutela", che non voleva essere una cattiveria nei confronti del marito. Solo un modo per difendersi. Tanto che la stessa donna non si è mai recata negli anni dai Carabinieri per raccontare il calvario che stava vivendo.

Come spesso accade in questi casi, l'operaio non accetta la separazione: fatica a comprendere di essere stato la causa e inizia a sospettare della presenza di un altro uomo nella vita della moglie. Inizia a pedinarla, minacciarla, aggredirla. Finché alla fine di ottobre la costringe a salire in auto e la porta in un bosco per malmenarla. Poi la porta a casa costringendola a fermarsi da lui tutta la notte.

Al mattino, però, le conseguenze sono devastanti: la donna racconta l'accaduto a un'amica, che la porta al Pronto soccorso dove viene medicata e giudicata guaribile in una settimana. Con quella prognosi, sempre spinta dall'amica, la donna va dai Carabinieri di Clusone e racconta tutto.

Visti gli episodi ripetuti di violenza nei suoi confronti, il Giudice per le indagini preliminari firma l'ordinanza di custodia cautelare in carcere dell'operaio: ora, anziché chiedere spiegazioni alla moglie, dovrà fornirle lui al giudice.