Alfano espelle un tunisino "brianzolo" dall'Italia: "Era pronto al martirio"

Un tunisino residente a Carnate (Mb), al confine con la provincia bergamasca, separato dalla moglie italiana che gli ha dato due figli, è stato espulso ieri dall'Italia con decreto firmato dal Ministro Angelino Alfano. Considerato pericoloso nell'ambito delle indagini antiterrorismo e ritenuto capace di gesti fino al martirio.

Espulso dall'Italia perché ritenuto pericoloso nell'ambito delle indagini antiterrorismo. Con un decreto firmato al volo, appena gliel'hanno sottoposto, dal Ministro Angelino Alfano. C'è ancora riserbo sull'identità del tunisino residente a Carnate, cacciato ieri dall'Italia.

Pare fosse un frequentatore del centro islamico monzese di via Ghillini, separato dalla moglie italiana che gli aveva dato due figli. Ma, soprattutto, pare che fosse un elemento decisamente pericoloso per la sicurezza dei cittadini.

Non si era mai segnalato per atti riconducibili al terrorismo, ma la relazione fornita al ministro dagli inquirenti era da allarme rosso: disposto ad atti terroristici fino al martirio.

"Grazie al lavoro che abbiamo fatto e ai nostri sistemi di sicurezza e prevenzione - ha spiegato Alfano - è stato possibile intercettare, in un ristrettissimo contesto, le sue parole intrise di sentimenti di odio nei confronti dell’Occidente e la sua disponibilità a realizzare un’azione di martirio e persino a uccidere la moglie italiana, dalla quale era separato, temendo che potesse fare convertire al Cristianesimo i figli minori a lei affidati. Noi garantiamo la libertà di culto e tuteliamo chi intende professarla, ma espelliamo chi non rispetta le leggi del Paese che lo ospita e in cui vive".

Complessivamente, con quella del tunisino, sono sessanta le espulsioni dall'Italia eseguite dalla fine dello scorso dicembre.