Agli arresti domiciliari, scappa dalla moglie: "Portatemi in carcere"

BONATE SOPRA - Di fronte all'ennesimo rimprovero della moglie, non è più riuscito a resistere: un uomo di 53 anni, agli arresti domiciliari a causa di un'omissione di soccorso, è sceso in strada in attesa dei Carabinieri, supplicandoli di portarlo in carcere.

Stanco dei rimproveri della moglie, è uscito di casa così come si trovava in quel momento, aspettando l'arrivo dei Carabinieri. "Portatemi in carcere - ha detto ai militari - qui a casa non ce la faccio più".

Davvero singolare la vicenda accaduta in paese nella serata di mercoledì, scatenata da una banalità: la moglie che lo sgrida urlando perché non è andato a recuperare il cane scappato dal cancello. Lui, un ex muratore di 53 anni, in effetti non può: è agli arresti domiciliari, a causa di un'omissione di soccorso in occasione di un incidente stradale.

La moglie, però, non ha voluto saperne e ha comunque sfogato contro di lui tutto il suo malumore. Finché l'uomo, stanco, ha aperto la porta ed è uscito in strada.

I Carabinieri lo hanno trovato lì. Dal punto di vista strettamente "tecnico" è evaso. Lui però non aveva nessuna intenzione di scappare e di sottrarsi alla condanna. Semplicemente invece delle mura domestiche e della compagnia della moglie preferisce andare in carcere.

Ieri mattina è comparso davanti al giudice che lo ha sgridato e ha riaggiornato l'udienza al 3 novembre. Nel frattempo a lui la scelta: o trova un modo di andare d'accordo 24 ore su 24 con la consorte, con la quale è sposato da 25 anni, oppure si spalancano davvero le porte del carcere.