La Regione Lombardia contro la pesca di frodo

Il Consiglio regionale, con votazione unanime, ha chiesto nei giorni scorsi alla Giunta di inasprire le sanzioni amministrative contro la pesca di frodo. Arrivando perfino a prevedere il sequestro e la confisca di autoveicoli e natanti.

Inasprire le sanzioni amministrative fino al sequestro e alla confisca di autoveicoli e natanti. E’ quanto chiede la Risoluzione, approvata nei giorni scorsi all’unanimità dal Consiglio regionale, che elenca una serie di azioni da attuare per contrastare le attività dei pescatori di frodo. Il documento, illustrato in Aula da Marco Carra (PD), impegna la Giunta regionale a prevedere un inasprimento delle sanzioni amministrative e a valutare la possibilità di ridurre i canoni di concessione applicati dalla Regione agli operatori di settore, concordando anche la predisposizione di strutture galleggianti di video sorveglianza. Un punto importante della Risoluzione riguarda la richiesta di coinvolgere i Comuni e gli Enti interessati per controlli più stretti sulle rive dei fiumi e dei laghi, sulle barche che vengono messe in acqua e ai fini della chiusura delle rampe di accesso nelle ore notturne.

Il provvedimento prende spunto dall’aggravarsi del fenomeno della pesca di frodo e in particolare dalle numerose inchieste che riguardano fatti accaduti sui corsi d’acqua lombardi, soprattutto sul fiume Po e nei laghi di Mantova. I pescatori di frodo, si legge nella Risoluzione,  attuano una vera e propria azione predatoria con reti, elettrostorditori e altro. Il risultato è un  impoverimento della quantità e della qualità della  fauna ittica e un grave danno ambientale ed economico anche per chi si diletta di pesca sportiva. Di contro le sanzioni previste dalla legge in vigore sono di poca entità e le autorità preposte non possono sequestrare mezzi e attrezzature.